Carbon footprint PMI: calcolo, obblighi e strumenti nel 2026

Di Andrea Torresi 28 ottobre 2026 Lettura: 7 min

Non esiste ancora un obbligo generalizzato per le PMI italiane di calcolare la propria impronta carbonica. Tuttavia, tra richieste della catena del valore, nuove regole sui green claims e crescente attenzione delle banche ai criteri ESG, misurare le emissioni di CO₂ non è più un esercizio teorico. Ecco come farlo in modo corretto, con gli standard e gli strumenti disponibili nel 2026.

1. Cos'è la carbon footprint aziendale

La carbon footprint (impronta carbonica) misura la quantità totale di gas a effetto serra emessi direttamente e indirettamente da un'organizzazione, espressa in tonnellate di CO₂ equivalente (tCO₂e). Il calcolo segue una classificazione internazionale in tre ambiti, definita dal GHG Protocol Corporate Standard:

Per le PMI il primo passo concreto è calcolare Scope 1 e Scope 2. Sono i dati più richiesti dalla catena del valore e quelli per cui esistono fattori di emissione nazionali affidabili, pubblicati annualmente da ISPRA nell'Inventario Nazionale delle Emissioni.

2. Gli standard di riferimento

Due framework internazionali governano il calcolo della carbon footprint a livello di organizzazione:

Standard Ambito Note
GHG Protocol Corporate Standard Organizzazione Sviluppato da WRI e WBCSD; è la base della rendicontazione CSRD e del VSME
ISO 14064-1:2018 Organizzazione Standard ISO per la quantificazione e rendicontazione delle emissioni GHG
ISO 14067:2018 Prodotto Calcolo della carbon footprint di prodotto, basato sull'analisi del ciclo di vita (LCA)
Racc. UE 2021/2279 (PEF/OEF) Prodotto / Organizzazione Metodo europeo per le impronte ambientali, citato nei regolamenti Green Claims

Per le PMI che si avvicinano per la prima volta al tema, il GHG Protocol è il punto di partenza raccomandato: è gratuito, ampiamente documentato e compatibile con il modulo base dello standard volontario VSME di EFRAG.

3. Obblighi diretti e indiretti nel 2026

Nel 2026, le PMI italiane non quotate non sono soggette a un obbligo diretto di calcolo della carbon footprint. Tuttavia, tre fattori normativi creano obblighi sostanziali:

a) Effetto catena del valore CSRD

Le grandi imprese obbligate alla rendicontazione di sostenibilità (Direttiva UE 2022/2464, recepita dal D.Lgs. 125/2024) devono raccogliere dati ESG dalla filiera. Le PMI fornitrici ricevono questionari che richiedono almeno i dati su emissioni Scope 1 e 2, consumi energetici e gestione dei rifiuti.

b) Green Claims (D.Lgs. 30/2026)

L'Italia ha recepito la Direttiva (UE) 2024/825 con il D.Lgs. 30/2026, che vieta le dichiarazioni ambientali generiche ("green", "ecologico", "a impatto zero") non supportate da evidenze scientifiche. Se una PMI comunica le proprie performance climatiche, deve poterle dimostrare con dati verificabili.

c) CBAM — Carbon Border Adjustment Mechanism

Dal 1° gennaio 2026 il CBAM è entrato nella fase definitiva. Riguarda le importazioni nei settori cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno. Le PMI importatrici in questi settori devono dichiarare le emissioni incorporate nei beni importati (Regolamento UE 2023/956).

Attenzione ai green claims: dichiarare la "carbon neutrality" senza un calcolo verificabile e certificazioni riconosciute espone l'impresa a sanzioni per pratiche commerciali sleali ai sensi del D.Lgs. 30/2026. Le compensazioni tramite crediti di carbonio non sono più sufficienti da sole.

4. Come calcolare la carbon footprint: guida pratica per le PMI

Il percorso di calcolo si articola in cinque fasi:

  1. Definire il perimetro organizzativo: stabilire quali sedi, impianti e attività rientrano nel calcolo (approccio al controllo operativo o alla quota di partecipazione).
  2. Raccogliere i dati di attività: bollette energetiche (kWh elettrici, mc gas naturale), litri di carburante, chilometri percorsi, quantità di materie prime.
  3. Applicare i fattori di emissione: utilizzare i fattori pubblicati da ISPRA (National Inventory Report), dal DEFRA britannico o dall'IEA. Per l'elettricità italiana, ISPRA pubblica il fattore di emissione del mix elettrico nazionale aggiornato annualmente.
  4. Calcolare le emissioni per Scope: moltiplicare i dati di attività per i fattori di emissione corrispondenti. La formula base è: Emissioni = Dato di attività × Fattore di emissione.
  5. Documentare e comunicare: redigere un report sintetico che riporti metodologia, fonti dei fattori di emissione, risultati e azioni di riduzione pianificate.

5. Strumenti operativi disponibili

Le PMI non devono necessariamente affidarsi a consulenti costosi per il primo calcolo. Esistono strumenti accessibili:

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Fonti

  1. GHG Protocol — Corporate Accounting and Reporting Standard, ghgprotocol.org
  2. ISO 14064-1:2018 — Quantificazione e rendicontazione delle emissioni di gas a effetto serra a livello di organizzazione
  3. ISO 14067:2018 — Carbon footprint di prodotto
  4. Raccomandazione (UE) 2021/2279 — Product Environmental Footprint (PEF) e Organisation Environmental Footprint (OEF)
  5. ISPRA — Inventario Nazionale delle Emissioni in Atmosfera, ISPRA
  6. D.Lgs. 125/2024 — Recepimento CSRD in Italia
  7. D.Lgs. 30/2026 — Recepimento Direttiva (UE) 2024/825 sui Green Claims
  8. Regolamento (UE) 2023/956 — Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM)
  9. EFRAG — VSME Standard e mappatura piattaforme digitali (giugno 2026), EFRAG
Contenuto redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale, verificato e approvato da Andrea Torresi. Ai sensi dell'Art. 50 Reg. UE 2024/1689.